Trekking Urbano di Ancona - la 1° domenica del mese a piedi

Trekking Urbano

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A passo lento, come il vero Trekking Urbano necessita; alla scoperta di arti e mestieri nel capoluogo marchigiano.

Un altro modo per non passare a casa la domenica mattina!

Divano e televisione. Con coperta, tisana calda e un bel film magari. Specie nelle stagioni fredde dell’anno (non che questo autunno lo sia particolarmente).

Parliamoci chiaro, ho descritto proprio una bella situazione eh!?

Sì, te lo confesso, fino a qualche anno fa sarebbe stata proprio la mia domenica ideale. Dopotutto chi non vorrebbe starsene un po’ in tranquillità, godendosi un meritato riposo, nell’attesa che la settimana lavorativa riprenda il lunedì…!
A chi verrebbe in mente di occuparsi la domenica mattina (ritenuta sacra dai più) con un trekking urbano (che dicotomia strana…) nella città in cui è nato, in cui vive, di cui conosce molti posti, specialmente il centro storico…?

Se mi hai seguito nel ragionamento non sarai di certo sorpreso nello scoprire che quel ragazzo… SONO IO! Presente…

Ebbene sì: mio papà qualche giorno fa esordisce con: “Mattia, domenica ti porto a fare trekking in città!”… IN CITTA’… Trekking…
Forse, dico forse, sarai stupito quanto me. No no, non perché mio papà mi abbia chiesto di fare trekking (quello stupisce me, in caso)!

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Via degli Orefici

Ma perchè MAI avrei pensato – e forse anche tu – che potesse esistere una concezione di trekking urbano. TREKKING… C’è chi si rifugia in mezzo ai boschi per praticarlo, respirando aria buona, in mezzo alla natura, come biasimarli!? Che aria posso respirare in città!? Cioè, non posso nemmeno sfoggiare i miei mitici scarponi della Columbia con fondo in Goretex – che figura ci farei, essù!?

Non mi è mai piaciuto presentarmi impreparato ad un qualsiasi appuntamento – e penso nemmeno a te – così faccio un po’ di ricerche sull’enciclopedia Google e indovina un po’!?

Il Trekking Urbano è una forma di “sport dolce”, adatto a tutte le età e a tutte le stagioni. Gli itinerari sono differenziati per lunghezza e per difficoltà al fine di poter essere percorsi sia da persone allenate che dai meno esperti.

TAAAC: ho scoperto NON SOLO che il trekking urbano esiste eccome, ma è anche diffuso e partecipato!!! Dicono anche che sia un nuovo modo di fare turismo, meno strutturato e lontano dai circuiti più conosciuti.
Allora è perfetto per me! Devo andarci!

Stavolta sì, il sorriso sornione alle 10.00 di mattina non me lo toglie nessuno – non come quando ti raccontavo della brusca sveglia per andare alla Cittaducale Experience – mentre percorro agile il lungomare Vanvitelli e mi inoltro per via della Loggia.
L’incontro con il gruppo e la guida è alle ore 10.30, ma io non vedo proprio l’ora di immergermi in questo trekking urbano per le vie della mia città.

Nel frattempo che raggiungo Piazza della Repubblica ti dico che si andrà alla scoperta dei laboratori tessili e artigianali del centro storico di Ancona!

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E come dar torto a Pasolini. Impossibile.

L’artigiano racchiude tutti i valori, i saperi, le tecniche e le tradizioni tramandate dai suoi padri, dai suoi nonni. Sono il fulcro della storia, per lo più italiana, fin dai tempi delle gilde, delle corporazioni. I demiurghi moderni, che utilizzano abilità ormai desuete per creare capolavori moderni. L’arte contemporanea, il design moderno, l’industria della moda. Tutti prima o poi tornano al prodotto artigianale, in una corsa all’esclusività, al pezzo unico, al su misura: fatto apposta per TE.

Ma non mi divagherò oltre su queste riflessioni, il gruppo è già partito: VIA, si entra nel teatro delle Muse. Splendido esempio di ricostruzione post bellica. Un edificio protagonista dei bombardamenti degli alleati durante la seconda guerra mondiale, lasciato in stato di abbandono per oltre 60 anni, restituito in tutta la sua bellezza (rielaborata e adattata in chiave moderna) alla città di Ancona nell’ultimo decennio del 1900.

Cioè: io nascevo e di lì a poco la città avrebbe riabbracciato l’opera lirica e il mondo del teatro.

Ma insomma!? Questo trekking!?

Eh sì, hai perfettamente ragione scusami.
Ma vedi, passeggiando accanto ad una quindicina di persone resta difficile concepire il trekking com’è nell’immaginario comune. Si perde quell’intimità, quel sacro rapporto tra la tua persona e la strada.

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Vuoi o non vuoi nel Trekking Urbano sei in un gruppo di persone, tenuto insieme dalla pazienza e dalla volontà di una guida che ti porta a scoprire determinati angoli e scorci della città che per anni sono stati sotto al tuo naso, ma che tu distratto, hai ignorato fino a quel momento.
E come te anche le altre persone scoprono quelle realtà per la prima volta, magari ne avevano sentito parlare dai loro conoscenti, ma viste e vissute in prima persona: mai.

Ed in questo modo crei per forza di cose una RELAZIONE con le persone che ti circondano.

E allora c’è la signora che si attarda perché intenta a guardare ogni singolo dettaglio di quella lavorazione.
C’è il chiacchierone che deve essere sempre ripreso dalla guida.
Ci sta persino colui che mette in difficoltà la memoria del Cicerone di turno, perché è arrivato super preparato da casa.
Insomma, una piccola comunità vociante che attraversa la città. Che si confronta, che cresce e che cammina!
Addirittura accoglie curiosi che si avvicinano ad ascoltare le spiegazioni, coinvolge conoscenti che erano lì di passaggio, zittisce gruppetti di amici che si azzardano a sovrastare la spiegazione della guida col loro vociare… Insomma, si crea una bella comunità, devo ammetterlo.

Vedi, il punto è questo: qualsiasi idea mi ero fatto prima di arrivare là – e fidati che me ne ero fatte eh – sono state tutte smontate. Tutte.

Ho scoperto, nel mio andare, che esiste un laboratorio di studio arti tessili, gestito da Valeria David: con passione, tenacia e una buona dose di creatività si occupa di restauro tessile e crea una serie di capolavori unici nel loro genere.
Cavoli, dovresti vederli!
Realizza cuscini, tende, biancheria, abiti e tanti altri capi che stento a chiamarli con tali nomi; trasudano progettazione, arte, design. Comunicano tradizione, impegno e speranza per il futuro. La Congrega è anche aperta alla comunità e alla Città: realizza workshop, corsi, mostre. Capito no?! E lo chiami ancora “laboratorio artigianale“.

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Ho conosciuto l’estro, il talento e, al contempo, la riservatezza di Umberto Grati. Illustratore, pittore, grafico: è arrivato ad esporre anche a New York: collabora con la “Settimana Enigmistica” nella realizzazione grafica di Rebus e vignette, ha collaborato con “il Sole 24 ore“. Cioè. E me ne vergogno se ti dico che non sapevo avesse il suo laboratorio creativo in via Fanti, una strada che ho percorso centinaia di volte!

Non mi dilungo oltre, ma per dovere morale devo citarti anche la straordinaria persona che è Stefania Giuliani , titolare della Legatoria Librare, altra realtà che mi era sempre sfuggita, ahimè, e che è un vero e proprio gioiello incastonato fra i vicoli di Ancona.

Vedi, il punto è questo.

Si è sempre di corsa.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei preso del tempo e ti sei fermato a respirare? Quand’è che hai camminato assorto nei tuoi pensieri con lo sguardo rivolto ai passanti, ai palazzi, alle bellezze che ti circondano?
Quando ti sei “perso” volontariamente per immergerti totalmente nella realtà che vivi? O molto più semplicemente: quando è stata l’ultima volta che hai parlato di tua spontanea volontà con il titolare di un’esercizio del tuo centro storico, che ti sei confrontato con lui. Che ti sei immedesimato nella sua realtà e hai avuto modo di sentirla anche un po’ tua.

Siamo immersi in un mondo fatto di iper-stimolazione. Il che significa che quotidianamente riceviamo molti più input di quanti la nostra mente possa immagazzinarne. Ma molti, molti di più.

Quindi? Il consiglio che ti do prima di chiudere, amico mio, è questo qua: sfrutta quei pochi momenti di lucidità per scegliere bene su cosa focalizzare la tua attenzione. A chi prestare attenzione.

Iniziative come quella del Trekking Urbano fanno bene allo spirito, all’animo, e alla salute del nostro corpo. Oltre che aiutare nell’esercizio dell’umanità.

Come sempre ti lascio con una serie di scatti della giornata. Ne troverai altri sulla mia pagina instagram!

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Credo fermamente che nell’era della distrazione digitale sia quanto mai fondamentale saper comunicare ed arrivare al cuore delle persone.

Per farlo non basta più padroneggiare le tecniche e applicare le leggi base del marketing.

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Indipendentemente dalla nicchia di mercato in cui si opera, penso che mai come in questo periodo ci siano possibilità ed opportunità:

– Far avvicinare le giuste persone al tuo brand, con investimenti pubblicitari contenuti e mirati;
– Comunicare i tuoi valori più profondi e aggregare una comunità attorno ad essi, per costruire un futuro migliore.

Mi chiamo Mattia Mosca e dal 2015 ho intrapreso il mio percorso di crescita personale e professionale che tutt’ora continua.

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