Monte San Martino

monte-san-martino8

Monte San Martino, alla scoperta di un’eccellenza marchigiana: la Mela Rosa.

Una delle caratteristiche delle PMI italiane è da sempre la conduzione familiare – sinonimo e garanzia di qualità, rispetto della tradizione e continuità rispetto al passato. Una sicurezza per gli investitori e coloro che ruotano attorno all’azienda stessa.

Alfonso Peretti

Immagina la mia faccia quando Alfonso Peretti – fondatore dell’Azienda agricola Pietrara – mi ha raccontato che dei suoi figli nessuno ha voluto prendere in mano le redini dell’attività familiare.
Questo mi ha fatto riflettere molto. Non credi?

Ho riflettuto su come cambiano i tempi e su come i giovani di oggi, con l’avvento di internet, abbiano a disposizione conoscenze e possibilità sconosciute anche solo 20 anni fa.

Te lo immagini?

Se a metà ‘900 nascevi a Monte San Martino, piccolo borgo nell’entroterra del maceratese, la probabilità di studiare – o spostarti per farlo – era molto bassa. Tanto che eri portato a concentrarti più su quello che avevi a disposizione. A valorizzare anche quel poco che avevi. Ed è tutta qui la differenza, il cambio di mentalità, di mindset.

Il correre delle idee e della tecnologia non necessariamente ti porta a vivere di quel che hai, di quel che ti tramandano. Ma sei totalmente indipendente; puoi scegliere la via che più ti piace, che più ti aggrada.
Puoi fare tutto quel che vuoi.
Hai a disposizione tutti gli strumenti e le conoscenze che il network può darti. In un mondo sempre più connesso, fare rete non è mai stato così facile.

Ma non dovevi raccontarmi del Festival Saperi e Sapori della Mela Rosa?

monte-san-martino5
Mela Rosa di Monte San Martino

Sì, lo so: forse ci arrivo, scusami.

Monte San Martino è un piccolo borgo dall’aspetto pittorico situato tra la magia dei Monti Sibillini, le verdi colline e l’orizzonte blu del Mare Adriatico. Si trova arroccato su uno sperone di roccia a 603 metri sul livello del mare e domina la valle del Fiume Tenna potendo godere di una vista mozzafiato. Il suo territorio è per lo più compreso tra il fiume Tenna e il suo affluente Tennacola, fiumi questi che percorrono le due profonde valli che lo separano dai comuni vicini posti in cima alle colline che lo circondano.

Se è vero che oggi studiare, apprendere, innovare, crescere professionalmente non è più così difficile; perché non si dovrebbe spendere tempo ed energia a valorizzare quel che abbiamo di più prossimo?

In altre parole: perché non ci si ingegna per far conoscere a più persone possibili i valori, la bellezza, la tradizione di queste realtà!?

Quello che voglio ti rimanga è l’umiltà con cui Alfonso mi ha accolto nella sua terra, mi ha guidato fiero nel campo che da tanti anni gli da soddisfazioni.
Ho assaggiato la Mela Rosa in tutte le sue declinazioni e peculiarità.
Mi ha aperto le porte della sua azienda, facendomi assaggiare squisite torte – di mela ovviamente – sapientemente preparate in casa.
Mi sono dissetato con un concentrato di mela preparato senza aggiunta di zuccheri, acqua, addensanti.

Non puoi conoscere una cosa fino a che non ti immergi completamente in essa. Fino a che non ne assapori l’essenza, il midollo e non ne fai la giusta esperienza.

Oggi è andata così, avrei dovuto raccontarti dell’Experience di Monte San Martino ed invece ne è scaturita una riflessione sul cambiamento e sulla conoscenza. Spero che ne potrai trarre comunque giovamento e che abbia fatto nascere in te delle domande, le stesse a cui ho cercato di rispondere io stesso.

Seguimi nei miei viaggi; puoi farlo qui nella mia pagina Instagram.

Ti sei perso gli scorsi articoli? Eccoti un breve recap:
Cittaducale Experience
Trekking Urbano Ancona

Trekking Urbano

mattiamosca-trekkingurbano la congrega2

A passo lento, come il vero Trekking Urbano necessita; alla scoperta di arti e mestieri nel capoluogo marchigiano.

Un altro modo per non passare a casa la domenica mattina!

Divano e televisione. Con coperta, tisana calda e un bel film magari. Specie nelle stagioni fredde dell’anno (non che questo autunno lo sia particolarmente).

Parliamoci chiaro, ho descritto proprio una bella situazione eh!?

Sì, te lo confesso, fino a qualche anno fa sarebbe stata proprio la mia domenica ideale. Dopotutto chi non vorrebbe starsene un po’ in tranquillità, godendosi un meritato riposo, nell’attesa che la settimana lavorativa riprenda il lunedì…!
A chi verrebbe in mente di occuparsi la domenica mattina (ritenuta sacra dai più) con un trekking urbano (che dicotomia strana…) nella città in cui è nato, in cui vive, di cui conosce molti posti, specialmente il centro storico…?

Se mi hai seguito nel ragionamento non sarai di certo sorpreso nello scoprire che quel ragazzo… SONO IO! Presente…

Ebbene sì: mio papà qualche giorno fa esordisce con: “Mattia, domenica ti porto a fare trekking in città!”… IN CITTA’… Trekking…
Forse, dico forse, sarai stupito quanto me. No no, non perché mio papà mi abbia chiesto di fare trekking (quello stupisce me, in caso)!

mattiamosca-trekkingurbano orefici
Via degli Orefici

Ma perchè MAI avrei pensato – e forse anche tu – che potesse esistere una concezione di trekking urbano. TREKKING… C’è chi si rifugia in mezzo ai boschi per praticarlo, respirando aria buona, in mezzo alla natura, come biasimarli!? Che aria posso respirare in città!? Cioè, non posso nemmeno sfoggiare i miei mitici scarponi della Columbia con fondo in Goretex – che figura ci farei, essù!?

Non mi è mai piaciuto presentarmi impreparato ad un qualsiasi appuntamento – e penso nemmeno a te – così faccio un po’ di ricerche sull’enciclopedia Google e indovina un po’!?

Il Trekking Urbano è una forma di “sport dolce”, adatto a tutte le età e a tutte le stagioni. Gli itinerari sono differenziati per lunghezza e per difficoltà al fine di poter essere percorsi sia da persone allenate che dai meno esperti.

TAAAC: ho scoperto NON SOLO che il trekking urbano esiste eccome, ma è anche diffuso e partecipato!!! Dicono anche che sia un nuovo modo di fare turismo, meno strutturato e lontano dai circuiti più conosciuti.
Allora è perfetto per me! Devo andarci!

Stavolta sì, il sorriso sornione alle 10.00 di mattina non me lo toglie nessuno – non come quando ti raccontavo della brusca sveglia per andare alla Cittaducale Experience – mentre percorro agile il lungomare Vanvitelli e mi inoltro per via della Loggia.
L’incontro con il gruppo e la guida è alle ore 10.30, ma io non vedo proprio l’ora di immergermi in questo trekking urbano per le vie della mia città.

Nel frattempo che raggiungo Piazza della Repubblica ti dico che si andrà alla scoperta dei laboratori tessili e artigianali del centro storico di Ancona!

mattiamosca-trekkingurbano la congrega2

E come dar torto a Pasolini. Impossibile.

L’artigiano racchiude tutti i valori, i saperi, le tecniche e le tradizioni tramandate dai suoi padri, dai suoi nonni. Sono il fulcro della storia, per lo più italiana, fin dai tempi delle gilde, delle corporazioni. I demiurghi moderni, che utilizzano abilità ormai desuete per creare capolavori moderni. L’arte contemporanea, il design moderno, l’industria della moda. Tutti prima o poi tornano al prodotto artigianale, in una corsa all’esclusività, al pezzo unico, al su misura: fatto apposta per TE.

Ma non mi divagherò oltre su queste riflessioni, il gruppo è già partito: VIA, si entra nel teatro delle Muse. Splendido esempio di ricostruzione post bellica. Un edificio protagonista dei bombardamenti degli alleati durante la seconda guerra mondiale, lasciato in stato di abbandono per oltre 60 anni, restituito in tutta la sua bellezza (rielaborata e adattata in chiave moderna) alla città di Ancona nell’ultimo decennio del 1900.

Cioè: io nascevo e di lì a poco la città avrebbe riabbracciato l’opera lirica e il mondo del teatro.

Ma insomma!? Questo trekking!?

Eh sì, hai perfettamente ragione scusami.
Ma vedi, passeggiando accanto ad una quindicina di persone resta difficile concepire il trekking com’è nell’immaginario comune. Si perde quell’intimità, quel sacro rapporto tra la tua persona e la strada.

mattiamosca-trekkingurbano LibrAre3

Vuoi o non vuoi nel Trekking Urbano sei in un gruppo di persone, tenuto insieme dalla pazienza e dalla volontà di una guida che ti porta a scoprire determinati angoli e scorci della città che per anni sono stati sotto al tuo naso, ma che tu distratto, hai ignorato fino a quel momento.
E come te anche le altre persone scoprono quelle realtà per la prima volta, magari ne avevano sentito parlare dai loro conoscenti, ma viste e vissute in prima persona: mai.

Ed in questo modo crei per forza di cose una RELAZIONE con le persone che ti circondano.

E allora c’è la signora che si attarda perché intenta a guardare ogni singolo dettaglio di quella lavorazione.
C’è il chiacchierone che deve essere sempre ripreso dalla guida.
Ci sta persino colui che mette in difficoltà la memoria del Cicerone di turno, perché è arrivato super preparato da casa.
Insomma, una piccola comunità vociante che attraversa la città. Che si confronta, che cresce e che cammina!
Addirittura accoglie curiosi che si avvicinano ad ascoltare le spiegazioni, coinvolge conoscenti che erano lì di passaggio, zittisce gruppetti di amici che si azzardano a sovrastare la spiegazione della guida col loro vociare… Insomma, si crea una bella comunità, devo ammetterlo.

Vedi, il punto è questo: qualsiasi idea mi ero fatto prima di arrivare là – e fidati che me ne ero fatte eh – sono state tutte smontate. Tutte.

Ho scoperto, nel mio andare, che esiste un laboratorio di studio arti tessili, gestito da Valeria David: con passione, tenacia e una buona dose di creatività si occupa di restauro tessile e crea una serie di capolavori unici nel loro genere.
Cavoli, dovresti vederli!
Realizza cuscini, tende, biancheria, abiti e tanti altri capi che stento a chiamarli con tali nomi; trasudano progettazione, arte, design. Comunicano tradizione, impegno e speranza per il futuro. La Congrega è anche aperta alla comunità e alla Città: realizza workshop, corsi, mostre. Capito no?! E lo chiami ancora “laboratorio artigianale“.

mattiamosca-trekkingurbano artista2

Ho conosciuto l’estro, il talento e, al contempo, la riservatezza di Umberto Grati. Illustratore, pittore, grafico: è arrivato ad esporre anche a New York: collabora con la “Settimana Enigmistica” nella realizzazione grafica di Rebus e vignette, ha collaborato con “il Sole 24 ore“. Cioè. E me ne vergogno se ti dico che non sapevo avesse il suo laboratorio creativo in via Fanti, una strada che ho percorso centinaia di volte!

Non mi dilungo oltre, ma per dovere morale devo citarti anche la straordinaria persona che è Stefania Giuliani , titolare della Legatoria Librare, altra realtà che mi era sempre sfuggita, ahimè, e che è un vero e proprio gioiello incastonato fra i vicoli di Ancona.

Vedi, il punto è questo.

Si è sempre di corsa.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei preso del tempo e ti sei fermato a respirare? Quand’è che hai camminato assorto nei tuoi pensieri con lo sguardo rivolto ai passanti, ai palazzi, alle bellezze che ti circondano?
Quando ti sei “perso” volontariamente per immergerti totalmente nella realtà che vivi? O molto più semplicemente: quando è stata l’ultima volta che hai parlato di tua spontanea volontà con il titolare di un’esercizio del tuo centro storico, che ti sei confrontato con lui. Che ti sei immedesimato nella sua realtà e hai avuto modo di sentirla anche un po’ tua.

Siamo immersi in un mondo fatto di iper-stimolazione. Il che significa che quotidianamente riceviamo molti più input di quanti la nostra mente possa immagazzinarne. Ma molti, molti di più.

Quindi? Il consiglio che ti do prima di chiudere, amico mio, è questo qua: sfrutta quei pochi momenti di lucidità per scegliere bene su cosa focalizzare la tua attenzione. A chi prestare attenzione.

Iniziative come quella del Trekking Urbano fanno bene allo spirito, all’animo, e alla salute del nostro corpo. Oltre che aiutare nell’esercizio dell’umanità.

Come sempre ti lascio con una serie di scatti della giornata. Ne troverai altri sulla mia pagina instagram!

Cittaducale Experience

cittaducale-experience-4

Cittaducale: il gioiello di Margherita d’Austria.

Sono poche le volte in cui la sveglia suona alle 5.30 del mattino e solitamente la vivo bene perché coincide con la partenza per qualche viaggio – treni da prendere, aerei su cui salire, sai no?

Quella routine pre partenza che ti fa torcere lo stomaco (in senso positivo eh!?) – come la domenica che vado a raccontarti.

La domenica di Cittaducale Experience!

Sì parliamoci chiaro: non che abbia da sfoderare il mio miglior sorriso a quell’ora, o che sia un gran compagnone e chiacchierone per le 2 ore e 40 minuti di strada che mi separano da quel piccolo borgo in provincia di Rieti, nel Lazio.

Ma stavolta ho il cuore leggero ed anche emozionato. Sai perché?

Perché il pomeriggio in cui Giacomo Andreani (CEO & Co-Founder di Expirit) mi ha chiamato per dirmi: “Mat! Ti voglio con noi alla Cittaducale Experience!” era uno di quei classici pomeriggi di fine settembre in cui ancora non sai rassegnarti alla fine dell’estate.

Per questo motivo non ho potuto che rispondere “CAZZO SI” al suo accorato invito a partecipare! E fidati di me; se avrai modo di conoscere Giacomo e la realtà di Expirit, difficilmente riuscirai a dire NO ad una loro proposta.

Facile: riescono a passarti il loro carisma, la loro voglia di scoperta, il loro gusto di far rivivere quei piccoli borghi e quelle piccole realtà distanti dai grandi flussi turistici nazionali.

Quei posti che non vedrai facilmente sponsorizzati nelle copertine patinate del Touring Club o di altre riviste di settore.

Quelle realtà, come Cittaducale, che quando arrivi ti accolgono a braccia aperte e quando te ne vai le senti anche un po’ tue. In un turbine di vita che ti travolge e ti fa dire: “ma che cosa ho appena visto?! DEVO TORNARCI.

Ecco. Arrivi come un turista qualsiasi e te ne torni a casa come se avessi da sempre avuto la residenza in quel luogo.

Ma ci arrivo. A Cittaducale dico. Ci arrivo.

Dopo aver percorso tutta la SS76 che da Falconara taglia in due le Marche passando per Fabriano, ed aver attraversato l’Umbria (Fossato di Vico – Gualdo Tadino – Nocera Umbra – Foligno – Trevi – CAMPELLO SUL CLITUNNO – Spoleto – Terni) arrivi a godere del cartello “Rieti” e sai che di lì a poco sei arrivato.

Cittaducale ti accoglie con dei tornanti degni dei grandi passi dolomitici; uno scorcio sulla vallata sottostante e quel profumo di autenticità che già si fa sentire.

Lo scenario che mi si presenta una volta arrivato e parcheggiato l’auto è molto simile a quello che Leopardi descrive ne “Il sabato del villaggio” e io, da marchigiano DOC, non posso che cogliere l’associazione e goderne.

cittaducale-experience-8

Un’ampia piazza mi si palesa di fronte. Sono le 9 di mattina circa di una domenica di fine ottobre.

Solo poche persone in giro ed una brezza che ti sveglia definitivamente, se ancora avessi avuto l’idea di sonnecchiare in piedi. Il sorriso sornione di Giacomo che mi fa subito casa e mi da il benvenuto alla Cittaducale Experience.

Caffè. Il bar che si affaccia alla piazza mi accoglie, come aveva fatto “Jack” pochi istanti prima, a braccia aperte.

Ok. Ora si ragiona. Comincio ad aggirarmi in silenzio rispettoso per la piazza di Cittaducale e inizio a godermi quegli scorci di vita e di architettura che sento subito miei.

La mente umana è abituata a guardare alla realtà ed analizzarla per associazioni, rimandi alla memoria per trovarne dei tratti familiari, o meno.

Ed è quello che succede quella mattina. Nella mia testa si insinua un pensiero. Un ricordo. Ma ci arriverò tranquillo. Lascia prima che ti spieghi.

Una voce. Un richiamo. Elena Santilli.

Filologa classica, civitese DOC. La nostra guida per quel mattino ci stava richiamando all’ordine e ci invitava a radunarci per dare il via alla Cittaducale Experience. La prima guida che posso chiamare “amica”. Cuore pulsante e mente attiva di Expirit; la experience designer che coniuga una enorme preparazione culturale ad una rara sensibilità ed empatia.

cittaducale-experience-12

Sarà lei che per tutta la mattinata ci guiderà alla scoperta di Cittaducale, ci farà scoprire i tesori che questo borgo reatino ha da offrire. Ci accompagnerà nella cattedrale Santa Maria del Popolo (nome non a caso) che si staglia fronte piazza. Ci farà conoscere le sorelle del monastero di Santa Caterina e ci guiderà nella biblioteca che custodisce preziose pergamene e libri antichi.

Non solo.

L’importanza del mantenere un ricordo nella nostra mente sta tutta nella capacità di assimilarlo sfruttando quanti più dei cinque sensi possiamo.

Per questo motivo l’aver “toccato” con mano la carta delle pergamene, ed aver condiviso quei momenti con le Suore che quotidianamente combattono per la sopravvivenza loro e del monastero tutto, fa sì che si crei un legame – anche solo mentale e di empatia – nei loro confronti.

E che tutto questo rimanga impresso.

Ma non perdiamo tempo e riprendiamo il filo di Cittaducale Experience!

cittaducale-experience-7

Non starò qui a tediarti con quello che abbiamo visto e no, con le opere d’arte e le meraviglie che Cittaducale nasconde perché altrimenti, se ti dico tutto, che gusto avrai nel partecipare al prossimo tour che il borgo di Margherita d’Austria ospiterà!? Ma lascia che ti dica qualche altra sensazione che mi ha accompagnato durante questo blogtour.

Mi è molto piaciuta la partecipazione delle istituzioni e i rappresentanti delle associazioni locali, tra i quali: il presidente della Rete Impresa “Torre Angioina” Marco Leoni, dal Sindaco di Cittaducale Leonardo Ranalli e dall’Assessore al Turismo Alessandro Cavallari.

Un gran bell’esempio di coesione e comunione di intenti per questo borgo senza tempo!

Camminando lungo il corso principale torni indietro nel tempo talmente tanto che ad aspettarci sotto la torre “maschio” di Cittaducale, sul finire del tour, c’era Margherita d’Austria in persona!!!! Ciliegina sulla torta!

Cittaducale se non l’hai capito è una sorpresa continua.

Così come l’organizzazione del tour; ci siamo avvicinati al pranzo allietati dalle note del flauto, rivivendo antiche melodie medioevali nella chiesa di Santa Cecilia!

Non prendermi per pazzo, ma ti assicuro che non dipende dalla sacralità di quel posto che succede questo, o per la maestria con cui un abitante del luogo te lo racconti – anche se questo aiuta – ma è per l’umanità con cui vieni accolto “in casa”.

Per la semplicità con cui ti vengono spiegate le cose.

Per la gentilezza con cui ti vengono offerte le leccornie sapientemente preparate nella cucina di Santa Caterina o all’osteria che ci ha ospitato per pranzo.

Tutto questo ha un che di magico.

Tutta questa condivisione e apertura, è eccezionale.

Sono queste le cose che rimangono dentro e tramandi a quelli che ti chiedono: “ma quindi, com’è stata questa Cittaducale Experience?”

Ti lascio con una galleria di foto scattate durante la Cittaducale Experience.

Ne troverai sicuramente altre sul mio profilo instagram (seguimi nelle mie avventure!) e sul profilo di Expirit!

Se ti sei perso i miei precedenti tour, ti suggerisco questi due:
Monte San Martino
Trekking Urbano

Alla prossima,
Mat